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Una notte che non verrà dimenticata

Una notte che non verrà dimenticata

Fabio Germani

marzo 27th, 2016

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Il 25 marzo all’Atlantico di Roma il concerto dei Cor Veleno per celebrare Primo Brown

Passano le immagini di lui in video. È un attimo: silenzio surreale. Poi, di tanto in tanto, un applauso, un sussulto commosso. La sensazione è che lui sia lì, insieme ai tremila e più che riempiono l’Atlantico. Brividi. Poco prima, con le luci spente nell’attesa dell’arrivo dei Cor Veleno sul palco, il coro si era levato con un’unica voce: “Primo… Brown! Primo… Brown!”, e così via. L’emozione che si respira in quei pochi minuti si trasforma in una festa in suo onore non appena i suoi amici si mostrano al pubblico.
Sì, perché quella di venerdì 25 marzo a Roma, è una festa per ricordare Primo Brown, che ci ha lasciati a inizio anno dopo una brutta malattia. Niente cose tristi, avverte però Squarta. I ragazzi – giovanissimi, giovani e meno giovani – lì sotto il palco sono d’accordo, tutti cor veleno.
Uno ad uno si avvicendano mostri sacri del rap – Amir, Canesecco, Coez, Colle Der Fomento, Ensi, Gemitaiz, Hyst, Johnny Marsiglia, Mezzosangue, Nitro, Piotta, Rancore, Rak, Salmo, Stokka & Madbuddy, Tormento (considerando, poi, i nomi degli artisti che poco prima hanno aperto la serata – Brokenspeakers, Er Costa, GDB, Metrocubo Blindato, Turi, Baro, Mr. Phil, Shocca, 3D – è chiaro fin da subito che razza di evento sarà) –, al fianco di Grandi Numeri, padrone assoluto del palco, e Squarta, che magistralmente detta i tempi e tira i fili istante dopo istante. Tormento (Non mentirmi mai) e Piotta (Ottimo), tra i più emozionati, dimenticano qualche parola durante la loro esibizione, ma non importa: tanto il pubblico quanto i protagonisti in scena sono consapevoli dell’esperienza unica che stanno vivendo. Hyst, accompagnato da Roy Paci (tromba) e Fabio Freda (chitarra), dà forma ad uno dei momenti più alti del live, un mix di cantato e rappato – Con la morte non si scherza – in cui si coglie l’essenza di questa arte e soprattutto il lascito di Primo: […] a volte il rap è il senso del discorso perso in mille frasi… […].

A Danno e Masito (Colle Der Fomento) un compito mica facile, interpretare Tanti saluti (tratto da Qui è selvaggio di Primo e Squarta): i due riescono alla grande. Allo stesso modo, Johnny Marsiglia, con In nome del padre. Il coinvolgimento, insomma, è tanto al punto che il live vola via, senza nemmeno il tempo di accorgersene.

Il momento conclusivo del concerto è un’istantanea che rimarrà impressa nella storia del rap italiano. Tutti gli amici di Primo Brown salgono sul palco per salutare i presenti ancora emozionati e, in mezzo a loro, Mauro, il papà di David. Primo è lì con loro ed è qui con noi. È una notte che non verrà dimenticata, la notte dell’Atlantico.

(Il ricavato dell’evento finanzierà un documentario su Primo Brown, l’immagine è tratta dalla pagina Facebook dei Cor Veleno).

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