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Un messaggio forte e chiaro

Un messaggio forte e chiaro

Fabio Germani

ottobre 16th, 2015

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Chiariti alcuni aspetti di Straight Outta Compton, il film che narra le vicende degli N.W.A. e che finisce per trasformarsi nell’agiografia di Dr. Dre, emerge in maniera più netta il senso dell’ultima fatica del Dottore. Facciamo perciò un passo indietro.
Nei giorni a cavallo tra luglio e agosto si viene a sapere che Dr. Dre sta per rilasciare un nuovo album a 16 anni dal suo precedente (capolavoro) 2001. Siccome che Detox era stato annunciato più volte e più volte smentito, allora è Dre in persona a spiegare che Compton – titolo del disco – è il lavoro conclusivo della trentennale carriera, ispirato al film di imminente uscita (e quindi alla sua vita), ma non una vera e propria colonna sonora. Addio Detox, dunque.
L’album esce il 7 agosto e i commenti si sprecano. A chi è piaciuto molto, a chi meno, a chi per niente. Il ricordo di The Chronic e 2001 deve essere pesato come un macigno nella testa di chi non ha saputo apprezzare Compton (e anche io ammetto di avere pensato “mmm…” sul momento). Comunque le critiche, quelle meno feroci, possono essere riassunte così:

1) Le produzioni sono buone: Dr. Dre non ha tentato di emulare se stesso, ma è stato capace di rendere attuale e moderno il suo repertorio;
2) È un album che però non ha niente da dire, non è un To Pimp A Butterfly di Kendrick Lamar.

C’è questo modo ormai consolidato di raccontare il rap, un po’ fighetto e un po’ snob. Deriva dal fatto che, per banale che sia, a cambiare sia stata proprio la musica. Tanti artisti rap di ultima generazione hanno abbandonato i temi del passato. Lo stile gangsta, inutile girarci intorno, suona ora anacronistico (non è scomparso, ma è meno utilizzato) e quella commistione di suoni diversi rende oggi l’hip hop un genere meno inviso al pubblico (e anche a un certo tipo di stampa). C’è sempre la presunzione, insomma, che dietro un disco rap debba celarsi chissà quale profondo significato sociale, dimenticandosi che la musica hip hop della golden age era N.W.A., ma anche LL Cool J. In definitiva, che Compton non sia paragonabile a To Pimp A Butterfly per tematiche e testi è un’osservazione inutile e – astenersi permalosi – priva di senso. Compton è la ciliegina sulla torta. Non è vero, poi, che Dr. Dre non avesse granché da dire nel suo album. Un messaggio forte e chiaro ce l’ha, eccome. In linea con Straight Outta Compton (il film), appunto.

[…] Let’s work
Rich as fuck, but, guess what, I’m back to work
Overseas, back home, no time to sleep, I’m back to work
So many people that I love, they want my time but I got to work
Some of my friends don’t understand, shit, I got to work
Always talkin’ ’bout bustin’ the club but I’m like, “Fuck that I gotta work”
If you really wanna do it like this, shit you better get back to work
Back to work
Right back to work
Gotta get back to work
Shit, right back to work

(All In A Day’s Work feat. Anderson .Paak)

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