Blog

I migliori 20 dischi rap e hip hop del 2015

I migliori 20 dischi rap e hip hop del 2015

Fabio Germani

dicembre 30th, 2015

0 Comments

È stato un anno fantastico, musicalmente parlando. E dal lato hip hop anche. Tante produzioni eccellenti, album impegnati, una quantità incredibile di riflessioni in rima del difficile contesto sociale in cui versano, ancora ogg, gli Stati Uniti (e non solo), un sound che sembra avere trovato il giusto compromesso tra elettronica e rap alla vecchia maniera. Siccome che l’anno scorso 10 dischi furono pochi, quest’anno ci siamo voluti allargare. Così abbiamo stilato la classifica dei migliori – a nostro giudizio, si intende – 20 album rap e hip hop del 2015.

1) Kendrick Lamar – To Pimp A Butterfly. Non c’è molto da dire al riguardo, no?

2) Dr. Dre – Compton. Ok, a tanti non è piaciuto granché. Perché se ti chiami Dr. Dre non puoi non rifare capolavori, tipo The Chronic o 2001. Ma sul serio: cosa è Compton se non una ciliegina sulla torta di una trentennale carriera?

3) Pusha T – Darkest Before Dawn: The Prelude. È il caso che cominciamo ad annoverare Pusha T tra i migliori della sua generazione. Fine della storia.

4) Joey Bada$$ – B4.DA.$$. Un gigante, già alla sua età. È tra coloro che occuperanno la scena nei prossimi anni a livelli altissimi.

5) GoldLink – And After That, We Didn’t Talk. Album di esordio ufficiale, promesse mantenute, promozione piena.

6) Golden Rules – Golden Ticket. Un disco da ascoltare e da ballare, che unisce le produzioni electro-funk di Paul White alle liriche di Eric Biddines.

7) Semi Hendrix – Breakfast At Banksy’s. Quando si incontrano due grandissimi come Ras Kass e Jack Splash, il risultato non può che essere un mezzo capolavoro.

8) MED, Blu & Madlib – Bad Neighbor. Collaborazioni importanti (MF Doom, Anderson .Paak, Aloe Blacc), produzioni talvolta cupe ma potenti. Grande album.

9) Donnie Trumpet & The Social Experiment – Surf. La spasmodica attesa per il rilascio di questo progetto for free della cricca di Donnie Trumpet e Chance The Rapper non è stata ripagata al meglio, ma nel complesso il lavoro è di assoluta qualità.

10) Tyler, The Creator – Cherry Bomb. Una sicurezza, nel suo genere.

11) Earl Sweatshirt – I Don’t Like Shit, I Don’t Go Outside: An Album by Earl Sweatshirt. Vedi sopra.

12) The Game – The Documentary 2 (2.5). Un ritorno in grande stile quello di The Game dopo qualche anno di appannamento. Il doppio disco, il secondo uscito a una settimana di distanza dall’altro, poteva rivelarsi una mossa azzardata, soprattutto in questi tempi di produzioni pubblicate come se piovesse. Invece l’operazione gli è riuscita bene e la qualità delle tracce è presente in entrambi i lavori.

13) Jay Rock – 90059. Più al passo con i tempi rispetto al passato, un graditissimo ritorno.

14) Akua Naru – The Miner’s Canary. È forse il disco dell’anno per impegno – mi si consenta l’espressione – e abnegazione al suono e al risultato finale. Di sicuro un progetto per palati fini.

15) Action Bronson – Mr. Wonderful. Un pazzo scatenato che sa rappare come pochi.

16) Pell – LIMBO. Per stile ricorda vagamente Theophilus London, che di recente ha però disatteso (almeno un po’) le promesse. Speriamo non si perda il primo e che si riprenda alla grande il secondo.

17) Towkio – .WAV Theory. Chicago è viva e lotta insieme a noi. E in più questo disco è gratis.

18) Omen – Elephant Eyes. Esordio ufficiale con la Dreamville di J. Cole. Buona la prima.

19) Little Simz – A Curious Tale Of Trials + Persons. Di questa ragazza inglese sentiremo parlare a lungo. Scommettiamo? Per non farsi mancare nulla ha da qualche giorno rilasciato questo progetto.

20) Taylor Bennett – Broad Shoulder. Bravo è bravo. Tuttavia il fratellino di Chance The Rapper tende a imitarlo parecchio, il più famoso della famiglia. Però è bravo, quindi merita fiducia.

Comments are closed.