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Chi salverà l’hip hop?

Chi salverà l’hip hop?

Fabio Germani

ottobre 13th, 2014

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Questo post nasce davanti ad una pizza, di domenica sera, con tre amici a parlare degli artisti rap di oggi che hanno ancora qualcosa da dire nel panorama hip hop. Perché siamo onesti – è stato il preambolo della nostra discussione – gente come quella che abbiamo conosciuto noi ultratrentenni (pure ultraquarantenni, va’) per il momento non se ne vede in circolazione. Però abbiamo messo insieme un po’ di nomi e nella speranza che anche i miei interlocutori dicano la loro qui, comincio io ad elencarne qualcuno.
Premessa che abbiamo più o meno condiviso tutti: di MC talentuosi ce ne sono, magari non talentuosi come quella gente lì, ma ce ne sono. I più famosi, per paradossale che sia, sono quelli con minor talento. Quindi molti dei vostri beniamini è facile presupporre che non li troverete scritti in questo elenco (siate clementi).

Kendrick Lamar è un nome scontato, ma doveroso. Il suo ultimo singolo, i, che dovrebbe anticipare il prossimo album, spacca di brutto. Per alcuni è una cagata pazzesca, ma tant’è. Un cosa è inappuntabile: Good Kid, M.A.A.D City (2012) è uno dei lavori meglio riusciti dal 2010 a questa parte (e lo è a detta di molti).

Altro nome scontato: J. Cole. Dite quello che volete, ma se Cole World: The Sideline Story (2011) era parso un disco interessante, Born Sinner (2013) è superlativo. Un mix perfetto di sound moderni e all’antica, tanto per restare in tema di cose che piacciono a noi che abbiamo cavalcato diverse epoche.

Poi ci sarebbe Chance The Rapper che personalmente ho sempre paragonato a Kanye West e non so se per la provenienza, entrambi da Chicago, o altro. Nel flow e nello stile sono diversissimi tra loro, eppure li ho messi spesso a confronto. Forse è che Acid Rap (2013) di Chance The Rapper è a mio avviso tra le cose più innovative che abbia ascoltato negli anni duemila dai tempi di The College Dropout (2004). Vai a capire…

Su Bishop Nehru non è che debba aggiungere granché. A parte che Nas sarà produttore esecutivo del suo prossimo disco solista, e allora sì che saranno dolori per tanti.

Molte delle parole che ho speso per Bishop Nehru potrei spenderle per Joey Bada$$. A me piace moltissimo e se non si lascerà contagiare dalle derive modaiole di questi tempi potrebbe presto aspirare ad una posizione di tutto rispetto a New York. No, dico: a New York. Dove tutto ebbe inizio.

Vince Staples comincia ad essere un nome importante. Questo ragazzetto californiano alle dipendenze di No I.D., sotto ARTium Recordings, lo abbiamo scoperto soprattutto grazie alla collaborazione con Common in Kingdom e ora è fuori con un ep targato Def Jam niente niente male: Hell Can Wait.

Se proprio devo paragonare qualcuno a Kanye West, tanto vale citare Theophilus London che, come Kanye, è uno fissato con la moda e con l’arte in generale. A breve uscirà Vibes, suo secondo album. Firmato, guarda caso, da Kanye West in qualità di produttore esecutivo.

Tyler, The Creator. Sarò sincero: non tanto per lui – non rientra appieno nei miei parametri, diciamo – quanto per quello che rappresenta. Molte delle cose buone uscite di recente sono riconducibili a lui e alla Odd Future. Tanto di cappello, insomma.

L’ultimo che nomino, almeno per quanto mi riguarda, è Cyhi The Prynce, anche lui della scuderia di Kanye West. Non è più un ragazzino, ha 30 anni, e non ha ancora un album ufficiale all’attivo. Solo che quest’anno ha fatto uscire un mixtape di assoluta qualità come Black Hystori Project e penso che ormai è solo questione di tempo. O almeno è quello che spero per lui, altrimenti non salverà un bel niente.

P.s. Bobby Shmurda… Già il nome dice tutto… Siamo d’accordo su questo, vero?

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